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Poesia

Saltella di passo in passo, furetto,
modificando il suono all’occorrenza
e tu lo lasci scivolare o fermi,
quando potrebbe togliere il piacere
dei suoni alternanti della ballata
o al più consueto sonetto, l’accento.

Ti piace lasciar giocare i fremiti,
la metrica è insieme arte e mestiere:
giullare non viene per farsi vanto,
se pure confezioni in strofe o lasse,
e farcisca di giovani emozioni
o vecchi ricordi il nostro buon tempo.

Sei morta di troppo “amore e diletto”,
quanti cantori ignavi d’albagia
straboccanti hanno alzato lama e fuoco
per squarciare o bruciare levità
carezzevole di distico o haiku
e ora langui al mercato, poesia.

(da L’argine dei silenzi, Este Edition, Ferrara 2010, pag. 53)

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