25 aprile, libertà
(alla memoria di mio padre)

Respira forte quest’aria d’aprile,
ancora non è tempo di cicale,
sembrava dirmi, mentre accelerava
e io raddoppiavo i passi trascinato
insieme dalla sua mano, da musica
di marcia e dal rosso della mia piazza;
muoveva le labbra lucevan gli occhi,
trasognavo di futuro in futuro
e mandavo a memoria il partigiano
e il suo fiore (il mughetto del giardino?).

Voce di padre in un giorno d’aprile
replica in piazza profumi e mughetti.

(da L’argine dei silenzi, Este Edition, Ferrara 2010, pag. 56)

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