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è il mio borgo, tre strade che si trovano 
alla motta della chiesa e da lì
fuggono tra case invecchiate male
verso i campi profumati di fieno

è il mio borgo, nasconde tre vecchiette
non ha nemmeno un prete tutto suo
le feste specchia nei crocchi di piazza
con le solite chiacchiere sul tempo

è il mio borgo, non riesco più a fermarmi
c’è solo da contare i morti amici
nemmeno più si parla in lingua franca
resta la chiesa e la porta di bronzo

con la via crucis specchio del mio borgo

(da “Un anno senza pretese”, Ibiskos Ulivieri, Empoli 2011, pag. 73)

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