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Nessuno, padre,

                  mi tira la mano alla piazza
rossa di bandiere come le sere
pacificate nelle striature
grigioperlatefucsiamarantine

 
                 reclude gli scuri e saltella
l’Internazionale lungo la via
con gli occhi pieni di sole e avvenire
la bocca rigonfia di libertà

 
                  fischietta ora il mattino della
bella del partigiano e del suo fiore
sopra il prato pieno di margherite
fossa e guanciale delle nostre corse 

 
Troppi
                  eradicano oggi il bel fiore
e piangeresti negli occhi di mamma
padre mio come la sera sotto
la luna dopo i morti di Reggio Emilia.

 
(da “L’argine dei silenzi”, Este Edition, Ferrara 2010).

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