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Andrea Carandini lascia il Consiglio Superiore dei Beni Culturali. In un accorato intervento sul Corriere della Sera (15-03-2011, pag. 25), dopo aver denunciato i continui tagli per la cura del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, dopo aver richiamato “i costi immani della politica da tutti denunciati ma da nessuno limitati”, magari da stornare per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico e artistico nazionale, lancia un preoccupante allarme: «Ci stiamo allontanando dalla patria, anche quella visibile fatta di paesaggio, storia e arte. Rischiamo di perderla, e non sono passate neppure cinque generazioni dalla fondazione dello Stato italiano.
Tra due giorni festeggeremo il 150° dell’unità nazionale con un Ministero dei Beni Culturali allo sbando: una politica che taglia continuamente i fondi, un Ministro colpito dai suoi, prima che dalle mozioni di sfiducia. Certo per essere un governo del fare, fa, basta intendersi su cosa.

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