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Un appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché si faccia interprete e promotore della costituzione di un Museo della Storia d’Italia, è stato lanciato oggi sulle pagine del «Corriere della Sera» (pag. 46) da Andrea Carandini, archeologo classico, e Ernesto Galli della Loggia, storico contemporaneista.
L’idea non può non essere condivisibile, sennonché viene da preoccuparsi, non sull’idea per carità, ma sulla sua eventuale realizzazione. Tempi, luoghi, lievitazione dei costi, garanzia degli appalti …
Riflettevo, mentre leggevo le parole di Carandini e Galli della Loggia, sui tempi per la realizzazione del MEIS (Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah) a Ferrara, stabilita con la legge 91/2003. Solo il pensiero che allarealizzazione del museo fossero coinvolti a diverso titolo Ministero dei Beni Culturali, Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara, Regione Emilia Romagna, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, il CDEC e altri soggetti pubblici e privati metteva i brividi: come avrebbero fatto ad accordarsi senza pestarsi i piedi o avanzando diritti di competenza politica o culturale? Fermo restando che l’onere della realizzazione spettava interamente al Ministero dei Beni culturali con un costo complessivo previsto in 15 000 000 di euro e un costo di gestione annuo di 1 000 000. L’apertura era auspicata per il 2011 in concomitanza coi 150 anni dell’unità.
Nel frattempo alcune cose egregie sono state fatte, come la Fiera del libro ebraico nel 2010, ma del museo, della sua sede fisica ancora nulla, o meglio si è arrivati a individuare un progetto per la realizzazione con un impegno di spesa salito a 30 000 000 euro (quando si dice la tempestività del fare le cose in Italia …). Il progetto è stato scelto tra 52, ma il bando di concorso è stato pubblicato soltanto nell’aprile 2010, e il vincitore scelto un mese fa. Bel progetto, comunque, visibile all’indirizzo
http://europaconcorsi.com/projects/156793-Museo-Nazionale-dell-Ebraismo-Italiano-e-della-Shoah-di-Ferrara,  
Dopo otto anni il MEIS esiste solo sulla carta, quando sarà realizzato? Quanto saranno lievitati i costi?
La proposta Carandini-Galli della Loggia è, prima ancora che suggestiva, sensata, ma pensare che realizzare un museo della storia possa rappresentare una sorta di panacea per il recupero dell’identità e dell’appartenenza, credo significhi fare un grande atto di fede, però di questi tempi è già molto.
Nel frattempo perché non istituire il 17 marzo festa nazionale da celebrarsi tutti gli anni? Perché non togliere dalla clandestinità le altre feste nazionali, in particolare il 4 novembre, coinvolgendo le amministrazioni comunali, insieme ai tanti Consigli Comunali dei Ragazzi, perché la festa sia partecipazione? Solo partecipando si acquisisce davvero il senso del passato e della memoria, l’identità e l’appartenenza. Quanta tristezza vedere nei paesi il sindaco e un paio di assessori quasi in incognito deporre, come fosse un compitino, la corona d’alloro davanti al monumento ai caduti con l’elenco dei morti locali nella Grande Guerra!
In attesa del Museo della Storia d’Italia (magari anche uno per regione) cominciare dai gesti, per di più a costo zero, non sarebbe male.

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