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Mi dice una mediatrice sistemica: ma se voi la storia la insegnaste meglio … non capacitandosi di come oggi si sappia leggere poco o niente il presente.

Ragionamento ineccepibile, ma forse non è tanto questo il punto. Insegnare storia oggi è un po’ insegnare in una situazione dove manca il contesto, dove non è costruito il sistema, a meno che non si pensi che insegnare storia significa imparare la storia sequenzialmente, cronologicamente (ma quanto cronologicamente?) sequenziale, proprio come quando andavo a scuola io, ma con altri tempi a disposizione per l’interiorizzazione. Ovvio il “poco tempo” che i giovani oggi hanno per lo studio (uno, e non il più importante, purtroppo, tra la play station, i Simpson, i Griffin, le “saghe” dei manga giapponesi, il facebook o i giochi di ruolo in rete, il volley, o comunque l’attività sportiva, i giochi ai giardinetti con gli amici …), un tempo così breve che non servirebbe ad imparare un centesimo della “storia” che ho imparato io.

Non serve scrivere ricette, forse non ce ne sono, esistono però delle buone pratiche che possono sempre servire: poter agire in un ambiente sistemico, mirare ad un sapere spendibile socialmente, eliminare il concetto di interdisciplinarità secondo il quale se si parla di seconda guerra mondiale l’aggancio automatico in geografia è agli Usa (l’aggancio dovrebbe essere, a mio modo di vedere, basato sulle concettualizzazioni come operazioni trasversali), educare attraverso le operazioni cognitive, disciplinari e trasversali. Forse così, in matematica per esempio, disegnare un quadrato non sarebbe più tracciare i quattro lati, il contorno, ma riempirne lo spazio delimitato.

È ancora possibile avere una scuola che miri a qualcosa di diverso dai risultati di facciata della miriade di progetti, così spesso svincolati da un organico piano educativo? È ancora possibile avere una normativa più snella, finanziamenti più solidi per una vera autonomia scolastica? È ancora possibile pensare ad un armonico cambiamento della scuola pensato non sull’onda emotiva di una vittoria elettorale, chiunque sia stato il vincitore? Avrei altre mille domande … Sono pessimista!
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